Quella dell’ultima settimana, purtroppo, è stata solo la punta dell’iceberg di una situazione sicurezza sempre più allarmante a Torino: un ragazzo accoltellato e ucciso, altri due feriti in episodi analoghi, un tentato stupro e un pestaggio violento. Una sequenza gravissima che non può essere derubricata a fatti isolati
Sono questi gli ultimi accadimenti avvenuti a Torino, proprio nella settimana in cui il Sole24 certifica un altro passo in avanti nella classifica delle città più pericolose al mondo, avanzando di una posizione e diventando la quarta città più pericolosa in Italia.
Finalmente il Sindaco sembra aver preso atto della gravità della situazione e ha concesso le comunicazioni in Sala Rossa, senza negarle come accaduto in passato, quando si limitava a scaricare ogni responsabilità sul Prefetto.
Durante il dibattito ha anche chiesto un incremento delle pattuglie delle forze dell’ordine in città – una richiesta che come Torino Bellissima abbiamo avanzato più volte negli ultimi anni. E puntualmente, da parte della maggioranza, ci veniva risposto che ‘non vogliamo militarizzare la città’. Una posizione ideologica, probabilmente dettata da una parte della stessa coalizione che sostiene il Sindaco, che ha finito per paralizzare ogni tentativo di intervento serio.
Siamo consapevoli che la sola forza pubblica non basta: serve un piano integrato che intervenga su più fronti – sociale, educativo, sanitario – ma è evidente che non possiamo più permetterci di aspettare.
È ora di agire. Serve un piano chiaro, condiviso e concreto, che coinvolga tutte le istituzioni: il Prefetto, la Regione, il Sindaco, il Consiglio Comunale. Ognuno deve fare la propria parte, senza più scaricabarile.
Noi siamo pronti, come sempre, a dare il nostro contributo. Perché la sicurezza dei torinesi non ha colore politico né ideologia: è un diritto fondamentale di ogni cittadino.
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