Silvia Damilano: «Le cabine telefoniche a Torino si trovano in una situazione di degrado e sporcizia: per la maggior parte inutilizzate, spesso diventano depositi di rifiuti o sono usate come servizi igienici, oltre a essere in molti casi ostacolo per la mobilità delle persone con disabilità. Come Torino Bellissima ho presentato un’interpellanza sul tema per sollecitare l’amministrazione a occuparsene. Telecom ha già avviato la rimozione di parte di queste strutture e auspichiamo che si prosegua!»
Sono testimoni di un’epoca in cui si viveva senza social e cellulari, ma da anni sono abbandonate al degrado e nessuno le rimuove
Sono un lascito romantico di una città che non esiste più, quella che ancora non conosceva la diffusione di cellulari e smartphone che hanno presto mandato in pensione le vecchie cabine telefoniche. Tante sono state rimosse negli anni, ma in molti altri casi rimangono no al loro posto e diventano monumenti al degrado: nessuno le utilizza più, in compenso diventano magazzini dove i senzatetto ripongono cartoni e coperte, oppure sono piccole discariche dove abbandonare rifiuti di ogni genere. Un tema su cui ha chiesto di far luce la consigliera di Torino Bellissima Silvia Damilano, con un’interpellanza in Sala Rossa.
La mappa delle cabine abbandonate non risparmia quasi nessun quartiere. Le vetrofanie raccontano abitudini sconosciute alle nuove generazioni: per fare una chiamata bisogna inserire le monete, oppure fare uso di schede ora in estinzione. In centro i cattivi esempi non mancano. Fra Corso Matteotti e Corso Vinzaglio una cabina è occupata da un divano, probabilmente nascosto di dentro da qualcuno che voleva liberarsene senza tanti pensieri. Altri due casi analoghi sono in corso Vinzaglio ai civici 23 e 9, davanti alla Questura: qui sono diventate ripostigli pieni di coperte e scatoloni, i pochi beni di qualche clochard che trascorre le notti sotto i portici. All’angolo fra Corso Vittorio Emanuele II e Corso Re Umberto una vecchia cabina è completamente imbrattata dalle bombolette spray.
Il panorama non cambia spostandosi verso zone più periferiche: in banchi maglietta esempi analoghi sono in lungo Antonelli e in Corso Belgio, oppure in Corso Orbassano angolo via Filadelfia in Santa Rita o ancora all’angolo fra Corso Agnelli e Corso Cosenza. “Spesso queste strutture sono in mezzo ai marciapiedi e ostacolano la funzione del passaggio a persone a ridotta mobilità, oppure diventano vespasiani o luoghi di bivacco “, denuncia la consigliera Damilano.
A gestire il servizio delle cabine telefoniche e Telecom Italia, secondo le informazioni comunicate dall’assessore Paolo Mazzoleni TIM può dismettere le cabine sulla base di una procedura di autorizzazione di competenza dell’Agcom. Le segnalazioni possono essere fatte al gestore perché ne disponga la rimozione.
La Stampa, 1 marzo 2023 Vespasiani o discariche: la triste fine delle cabine