LA NOSTRA NEWSLETTER! N° 43
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Un Piano regolatore tardivo e frettoloso: Torino merita di più.
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Il nuovo Piano regolatore della città è finalmente arrivato in Consiglio comunale, ma con oltre un anno di ritardo rispetto alle scadenze più volte annunciate dall’amministrazione, che ne aveva previsto la presentazione già a dicembre 2024.
Come Torino Bellissima abbiamo sollecitato più volte, negli ultimi anni, il rispetto di queste tempistiche, ben consapevoli dell’importanza di uno strumento che non è solo tecnico, ma profondamente politico: il Piano regolatore definisce infatti la visione e il futuro urbanistico della nostra città.
Purtroppo, nel tentativo di recuperare il tempo perso e rientrare nelle scadenze, si è scelto di comprimere drasticamente i tempi del confronto in Consiglio comunale. Questo ha impedito un’analisi seria e approfondita di un documento così strategico, riducendo di fatto lo spazio per un dibattito adeguato e consapevole.
Ancora più grave è quanto accaduto in commissione: non sono stati auditi professionisti del settore, associazioni di categoria e realtà coinvolte, né è stato possibile entrare nel merito delle trasformazioni urbane previste per le diverse aree della città. Una mancanza di partecipazione che impoverisce il processo decisionale e rischia di produrre scelte scollegate dai reali bisogni del territorio.
A oggi, inoltre, resta poco chiara la visione strategica della Torino del futuro. L’unico obiettivo esplicitato sembra essere quello di riportare la città oltre il milione di abitanti, ma senza indicare con quali politiche, strumenti e investimenti si intenda raggiungere questo traguardo.
Il ritardo accumulato solleva infine un’ulteriore preoccupazione: è concreto il rischio che il Piano regolatore non riesca a completare il proprio iter di approvazione entro la fine del mandato amministrativo. Un esito che rappresenterebbe un grave fallimento politico e amministrativo.
Torino ha bisogno di una visione chiara, condivisa e costruita con il contributo di tutti. Non di un Piano tardivo e frettoloso.
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Piazza Baldissera, il “giorno della marmotta” del traffico torinese.
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A Piazza Baldissera si ripete ogni anno la stessa scena. In occasione della fine del Ramadan, migliaia di persone si riversano in uno dei nodi più complessi della viabilità torinese, provocando traffico bloccato, lunghe code e una situazione di caos generale.
Un copione ormai prevedibile, che però continua a trasformarsi puntualmente in emergenza. Nonostante l’evento sia noto e ricorrente, secondo Torino Bellissima non viene predisposto un piano adeguato di gestione dei flussi, capace di prevenire i disagi e garantire la sicurezza.
La giornata di ieri lo ha dimostrato ancora una volta: oltre ai problemi di viabilità, si è registrato anche un malore, episodio che evidenzia come la questione non riguardi soltanto il traffico ma anche la sicurezza dei cittadini.
Da qui la domanda che il movimento civico torna a porre all’amministrazione: dove era il presidio della polizia municipale? In una giornata ampiamente prevedibile, sarebbe stato necessario rafforzare il controllo del traffico in uno dei punti più delicati della città.
Il tema, , non è fare polemica ma chiedere organizzazione e prevenzione. Già lo scorso anno era stato presentato in Consiglio comunale un question time urgente proprio per capire cosa non avesse funzionato nella gestione della giornata.
A distanza di dodici mesi, però, la sensazione è che nulla sia cambiato. E che a Piazza Baldissera si continui a rivivere, puntualmente, lo stesso “giorno della marmotta” del traffico torinese.
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Metro 1: ritardi, incertezze e nessuna data certa.
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Sulla Metro 1 di Torino continua a regnare l’incertezza. Che le responsabilità siano da attribuire al Comune o alle vicende fallimentari dell’azienda appaltatrice, per i cittadini il risultato non cambia: oggi non esiste una sola data certa.
Non c’è una tempistica per la fine degli orari notturni ridotti, né per la conclusione dei cantieri o per l’apertura delle nuove fermate. Tutto resta sospeso in un quadro privo di un cronoprogramma chiaro, alimentando disagi e sfiducia.
Ancora più preoccupante è il fatto che non esistano scadenze definite neppure per interventi che dipendono direttamente dal Comune, come le coperture degli accessi alle stazioni. Un segnale evidente di una gestione che fatica a garantire certezze anche sugli aspetti più ordinari.
Siamo di fronte a una situazione surreale per un’infrastruttura fondamentale per la mobilità cittadina. La metropolitana non è un’opera secondaria: è un servizio essenziale su cui ogni giorno si basano migliaia di torinesi.
I cittadini hanno diritto a trasparenza, tempi certi e una pianificazione credibile. Hanno diritto a sapere quando finiranno i disagi e quando la Metro 1 sarà finalmente completata.
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Villa Abegg: una risorsa straordinaria oggi chiusa ai torinesi.
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La gestione di Villa Abegg rappresenta in modo emblematico le difficoltà con cui, troppo spesso, la città amministra il proprio patrimonio. Parliamo di un luogo straordinario, donato a Torino da Werner Abegg, con il diritto di utilizzo del parco per 99 anni e con la piena proprietà dell’immobile che diventerà comunale nel 2082.
Un lascito importante, che racchiudeva una visione chiara: mettere a disposizione dei torinesi uno spazio da vivere, frequentare e valorizzare. Eppure oggi questa risorsa resta chiusa e non fruibile dai cittadini.
Una situazione che rappresenta un errore evidente. Il valore della donazione stava proprio nella sua fruibilità pubblica, non certo nell’abbandono o nell’inutilizzo. Tenere chiusa Villa Abegg significa tradire lo spirito con cui è stata donata alla città.
Torino non può permettersi di lasciare inutilizzati luoghi di questo valore. Serve una strategia concreta di valorizzazione, capace di restituire questo spazio alla comunità e di inserirlo in una visione più ampia di gestione del patrimonio cittadino.
Villa Abegg deve tornare a essere una risorsa aperta, accessibile e vissuta dai torinesi.
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Torino a pensarci bene: Steve Jobs su Torino.
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“Ho trascorso due settimane stupende a Torino, una città industriale piena di energia”: così scrisse Steve Jobs nella sua autobiografia, riferendosi ad un breve periodo passato nella nostra città nel 1974 quando, all’epoca ventenne, lavorava per la Atari e si trovava in Europa per incontrare dei distributori di videogiochi.
Da lì a due anni fondò la Apple Computer immaginando il personal computer: il 1° aprile saranno cinquant’anni esatti di uno dei momenti spartiacque della storia, paragonabile per importanza disruptive all’invenzione dei caratteri mobili della stampa da parte di Gutemberg.
Qui ci interessa riflettere sulle parole di Jobs: città INDUSTRIALE, piena di ENERGIA. A distanza di mezzo secolo quanto possiamo ancora confermare dell’impressione avuta dal visionario inventore di Mac e iPhone?
La de-industrializzazione è ormai storia, ma è sull’energia che si può lavorare: Torino deve diventare sempre più la città dei giovani talenti, creando le condizioni per attirarli e per una sorta di “brodo primordiale” in grado di generare slanci innovativi.
Intelligenza artificiale, nanotecnologie, società avanzata dei servizi: c’è un mondo nuovo là fuori che aspetta solo di essere azzannato.
Come disse quell’avventore californiano in visita a Torino:
STAY HUNGRY, STAY FOOLISH.
Alberto Benotti
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Monumento a Fausto Coppi: serve una riqualificazione dell’area.
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Il monumento a Fausto Coppi in Piazza Carrara, opera dell’artista Giuseppe Tarantino, è uno dei luoghi più suggestivi lungo il Po. Un simbolo che unisce sport, arte e paesaggio, ma che oggi si presenta in condizioni non adeguate.
L’area circostante è infatti fangosa e scivolosa in caso di maltempo, con percorsi difficoltosi e poco sicuri per pedoni e ciclisti. Una situazione che limita la fruibilità di uno spazio che dovrebbe invece essere valorizzato.
Sul tema è intervenuta Silvia Damilano, che ha presentato un’interpellanza per chiedere interventi concreti. L’amministrazione ha confermato che una manutenzione straordinaria è prevista, ma senza tempistiche certe.
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Parco Dora: musica nella notte e controlli assenti.
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A Parco Dora la situazione continua a restare fuori controllo. Anche nelle ultime notti si sono registrati episodi di musica ad altissimo volume, fino a tarda ora, come accaduto intorno a mezzanotte, senza che le segnalazioni al 112 abbiano portato a interventi efficaci.
Si tratta di un problema tutt’altro che nuovo: la questione era già stata portata in Consiglio comunale tre mesi fa, ma da allora nulla è cambiato.
Una condizione che crea disagi continui per i residenti e che evidenzia la mancanza di controlli adeguati sul territorio.
Il tema sarà nuovamente riportato in Consiglio, con la richiesta di interventi concreti e immediati per garantire il rispetto delle regole e la tutela della qualità della vita dei cittadini.
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Comala: Torino Bellissima chiede trasparenza.
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Prosegue la vicenda legata agli spazi di corso Ferrucci 65. Dopo il ritiro di Ferrucci Hub, vincitore del bando della Circoscrizione 3, si è aperta l’ipotesi che al soggetto possa essere assegnato un altro immobile comunale.
Una prospettiva che Torino Bellissima contesta con forza: chi vince un bando pubblico non può poi negoziare direttamente con l’amministrazione un’altra sede, perché si rischia di creare un precedente pericoloso e di indebolire la fiducia nelle gare pubbliche.
Per questo il nostro vicecapogruppo Pierlucio Firrao ha richiesto una Commissione Controllo di Gestione e presentato un’interpellanza per ottenere chiarezza sui punteggi assegnati ai progetti.
La nostra posizione è chiara: la cosa pubblica va gestita come una cosa pubblica, con trasparenza e regole uguali per tutti.
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Lungo Po Antonelli: dopo 3 anni ripristinata la staccionata.
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Nel 2023 la Consigliera Silvia Damilano aveva presentato un’interpellanza per chiedere il ripristino della staccionata di lungo Po Antonelli, segnalando una situazione di pericolo per chi frequenta l’area.
Nonostante le promesse, per anni non sono seguiti interventi manutentivi e nel dicembre 2025 una signora è precipitata nella discesa verso il fiume, riportando la frattura di un braccio.
Finalmente, dopo tre anni, in questi giorni la staccionata è stata ripristinata.
Sul tema Silvia Damilano ha inoltre firmato una mozione, che verrà discussa in commissione, per continuare a tenere alta l’attenzione sulla sicurezza e sulla manutenzione degli spazi pubblici.
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Circ. 5: Ex Imper: Torino Bellissima chiede attenzione a verde e compensazioni
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Dopo 30 anni di abbandono, l’area dell’ex fabbrica chimica Imper a Barriera Lanzo si prepara a cambiare volto con due Rsa da 200 posti, aree verdi, parcheggi e nuova viabilità. I tempi restano incerti (5-10 anni) e l’ex stabilimento principale è escluso dalla prima fase.
Criticità sul verde, le bonifiche e il futuro commerciale emergono nel dibattito pubblico. Carmela Ventra di Torino Bellissima ha sottolineato l’importanza di compensazioni ambientali concrete, indicando come prioritarie aree come Pepe e i giardini Vanoli.
Un primo passo verso la riqualificazione, con attenzione a sicurezza, spazi aperti e rispetto dell’ambiente.
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UNO SGUARDO AGLI ATTI DELLA PROSSIMA SETTIMANA
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IL MANTO STRADALE PESSIMO E L’INVESTIMENTO DA 32 MILIONI
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RESTAURO DEL VALENTINO, A CHE PUNTO SIAMO?
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LE NUOVE AREE COMMERCIALI DI PORTA SUSA
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STATO DEI LAVORI E TEMPISTICHE DI RIAPERTURA DEL SOTTOPASSO DI CORSO SPEZIA
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IL PIANO PER IL RINNOVO DELLE CARTE D’IDENTITA’
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LA BARRIERA ARCHITETTONICA IN VIA BUENOS AIRES ALL’ALTEZZA DEL CIVICO 112
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TRASPARENZA PUNTEGGI BANDO CONCESSIONE SPAZI POLO 3.65 (EX COMALA)
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La Newsletter Bellissima vuole essere uno spazio per leggere le nostre riflessioni sul presente e sul futuro della Città e per restare costantemente aggiornati sul lavoro dei nostri eletti in Consiglio comunale e nelle Circoscrizioni.
Uno strumento di comunicazione, ma anche di collaborazione: scrivici una mail con segnalazioni e proposte e dicci se hai voglia di darci una mano di contatteremo
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