Il racket dei clochard

Il furgoncino scarica i clochard in Centro, il consigliere Firrao mostra il video: “Così si organizza il racket”

Il Consigliere di Torino Bellissima ha postato il video sui socal: “Vengono fatti scendere in piazza Carlo Felice e poi indirizzati nei punti strategici” da La Stampa del 19 marzo 2023, articolo di Diego Molino (web)
Il bus dei clochard in centro. “Così si organizza il racket”, La Stampa Torino, 19 marzo 2023 (.pdf)

I filmati girati dai residenti appena qualche settimana fa descrivevano una situazione che da tempo chi abita in quella parte del centro racconta. A farsene portavoce era stato il vicecapogruppo di Torino Bellissima in Comune, Pierlucio Firrao: «Siamo in piazza Carlo Felice, in uno dei punti fondamentali del racket dei clochard, dove il sistema gestisce le persone, le fa scendere dal pulmino ognuna con un cane e le indirizza nei vari posti di Porta Nuova e dei portici di via Roma». Il business dell’elemosina, con i vari questuanti distribuiti nei punti più strategici per raccogliere le offerte dei passanti. Un problema che negli ultimi giorni, grazie all’azione delle forze dell’ordine, pare sia stato affrontato e – al momento – risolto. Perché nella passeggiata fra la stazione e piazza Cln il numero di queste persone si è ridotto drasticamente.

https://torinobellissima.it/wp-content/uploads/2023/03/IMG_7744.movUn risultato che adesso sta facendo tirare un sospiro di sollievo ai residenti e negozianti dell’area a ridosso dello scalo ferroviario. «Abbiamo denunciato il fenomeno più volte e poi collaborato con le forze dell’ordine, fornendo loro materiali che ne provassero la diffusione – commenta Firrao – Certo è un sistema organizzato difficile da scardinare, ma non ci arrendiamo». Un business che coinvolge persone e animali. Sempre secondo le informazioni raccolte da Firrao, l’elemosina con cane al seguito renderebbe tre volte tanto, dai 30 ai 150 euro al giorno.

«Ogni tanto vediamo questi cani che vengono legati con le catene alla ringhiera vicino ai parcheggi sotterranei di via Roma, per essere poi distribuiti alle varie persone che si sistemano sotto i portici», spiega una signora che preferisce l’anonimato.

Un sistema che si mescola alle difficoltà di chi, invece, dorme sulla strada perché davvero ha perso il lavoro e non vede nuovi orizzonti per la propria vita. «Negli ultimi giorni però la situazione è migliorata», confermano i residenti.

Un miglioramento che riguarda anche via Viotti, dove la cronica chiusura delle attività commerciali favorisce lo stazionamento di persone dedite all’elemosina. «Da parte nostra continueremo a vigilare, serve una lotta senza quartiere a chi lucra sulla disperazione di queste persone», dice Paolo Damilano, capogruppo di Torino Bellissima.

Di certo è una situazione che non riguarda tutti i clochard che dormono sotto i portici delle grandi firme. E l’approccio dei Servizi Sociali del Comune è lo stesso per tutti: la tutela della vita e della dignità di ciascuna persona, con l’obiettivo di far lasciare loro la strada e farsi ospitare nei centri di accoglienza. Ci sono però casi particolari che vengono individuati e segnalati dagli stessi operatori. «Capita di trovare persone che hanno tutte la stessa origine demografica, la presenza di un cane, il bicchiere per la questua e un messaggio sul cartello fatto con il pc uguale per tutti, che chiedono l’elemosina in maniera attiva e consapevole», conferma l’assessore ai Servizi Sociali, Jacopo Rosatelli.

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