Il nuovo piano Socio-Sanitario
Finalmente stanno creando un Piano Socio-Sanitario che guarda al futuro, con una reale spinta al cambiamento. Si vede una tendenza a rivoluzionare la gestione della persona, cominciando a riportare alla sanità pubblica i cittadini che oggi rinunciano alle cure.
Tante iniziative incoraggianti, a partire dalla conferma che il Regina Margherita e il Sant’Anna costituiranno un’azienda materno-infantile indipendente, per cui ci battiamo da tanti anni.
Sono venuto a Torino per questo motivo, per ribadire che il bambino non è un piccolo adulto e che lui e la sua mamma sono un unico che non può essere diviso.
Passare da un Piano Sanitario a uno Socio-Sanitario significa concentrarsi sul benessere del paziente, non solo sulla cura della malattia.
I Direttori Socio-Sanitari e altre nuove figure si concentreranno sulla gente di tutte le età: dall’appoggio alla natalità al sostegno ai bambini nella transizione verso l’età adulta.
Ci sarà un’implementazione dei caregiver per i malati cronici e per gli anziani. Si chiederà collaborazione al terzo settore e ai cittadini per una presa in carico del paziente come persona, non come portatore di malattia.
È notevole che ci saranno équipe multidisciplinari per alcune patologie severe e croniche e che sarà potenziata la medicina territoriale, ancora deficitaria, grazie alla telemedicina.
Insieme alla costruzione dei nuovi ospedali, si spingerà per le candidature alle IRCCS pubbliche mancanti in Piemonte.
L’impronta sociale oltre che sanitaria del piano si ritrova anche negli impegni promessi per un’odontoiatria solidale.
Tante novità sanitarie improntate all’ammodernamento della sanità, con eliminazione delle spese inutili e riforma dei servizi residenziali, fanno ben sperare in un vero cambiamento.
Il Piano necessita di alcuni aggiustamenti richiesti dagli attori professionali, istituzionali e sindacali e sarà licenziato entro i primi mesi del prossimo anno.