Un’agenzia con due sedi, una in Piemonte e una a Bruxelles «per raccogliere le richieste che arrivano dal territorio e stimolare le risposte in Europa». E’ uno degli obiettivi che si promette di realizzare Paolo Damilano, leader di Torino Bellissima, candidato alle elezioni europee per Forza Italia (terzo posto alle spalle Tajani e Moratti), sfidante di Lo Russo alle amministrative del 2021.
Pensa a un doppio canale di comunicazione?
«Esattamente. Penso a una agenzia con uno staff dedicato a Bruxelles che si interfacci con una qui a Torino. Lo scopo è facilitare l’accesso e cercare soluzioni rapide per accelerare la risoluzione dei problemi del nostro territorio. Per evitare ambiguità, chiarisco che sarebbe un’agenzia mia, non penso a una struttura che pesa sul pubblico».
Pensa di spuntarla in un anno in cui il Piemonte rischia di restare a secco e non avere nessun parlamentare a Bruxelles?
«Il Piemonte deve assolutamente avere un parlamentare europeo che rappresenti il nostro territorio, soprattutto in un momento come questo in cui è indispensabile che l’Europa ritrovi un’identità molto forte. Dobbiamo riuscire a creare un canale di andata e ritorno. Io penso all’agricoltura che è il mio settore, ma sono anche convinto di quanto sia importante contrastare alcuni messaggi che arrivano dall’Europa ad esempio l’assurdità di sentire che un bicchiere di vino possa nuocere gravemente alla salute. La burocrazia in Europa è un grande ostacolo che dovremmo fare il possibile per abbattere. Quanto a spuntarla non saprei, non azzardo previsioni. Io do il massimo. Se sarò eletto vorrei essere imprenditore anche in Europa, nel senso che cercherò di guardare al futuro, costruire idee nuove, contatti ad ampio raggio».
Lei è in ticket con Letizia Moratti. Pensa sia questa la mossa vincente?
«Abbiamo un asse Torino-Milano e Moratti è un nome importante. Bisogna trovare la via per moltiplicare le conoscenze. Alle Europee ovviamente sono i leader a trascinare il voto e Tajani lo farà senz’altro. Sono anche consapevole che esprimere le preferenze, che per le Europee possono essere fino a tre, può essere complicato. Ce ne rendiamo conto ogni giorno incontrando le persone che non hanno ancora ben chiaro quali sono i meccanismi. E molti non sono consapevoli quanto sia importante andare a votare per le Europee. Bruxelles è molto più importante di quanto si pensi, perché ciò che si decide lì riguarda direttamente il nostro futuro. In ogni caso penso che Forza Italia possa fare molto bene, che vada oltre le due cifre».
L’effetto Toti si farà sentire?
«La magistratura farà il suo corso ma per quanto mi riguarda Genova sarà sempre una città dalle grandi potenzialità con la quale noi abbiamo un rapporto strettissimo e proficuo. Una città che per me continua ad essere un esempio. Aggiungo però che sarebbe davvero opportuno che il tema dei finanziamenti ai partiti entri nella discussione politica del prossimo futuro».
Repubblica Torino, 1 giugno 2024, intervista di Sara Strippoli