20 febbraio 2023 – Basta coda alle anagrafi!
«Entro sei mesi torneremo a rilasciare i documenti in una settimana» diceva il Sindaco in campagna elettorale. A oggi, invece, come molti torinesi sanno, l’unica possibilità per avere una carta d’identità in tempi brevi è perdere intere giornate in coda all’anagrafe o sperare che qualcuno disdica un appuntamento.
Oggi in Consiglio comunale abbiamo chiesto di nuovo conto della situazione anagrafi. Dall’Amministrazione nessuna risposta concreta se non nuove promesse di accorciare i tempi. Non arretriamo di un millimetro fino a quando non vedremo le cose cambiare per davvero. Torino merita di più!
25 gennaio 2023 – L’unico miracolo è la pazienza dei torinesi
Dopo oltre un anno di governo della città, l’unico “Miracolo anagrafi” è la pazienza dei torinesi che da troppo tempo ormai accettano questa situazione indecorosa della quarta città italiana… Porteremo nuovamente la questione all’attenzione dell’amministrazione. C’è da fare e da cambiare!
2 marzo 2023 – Anagrafe, un anno per un appuntamento: lettera aperta al sindaco di Torino
Il tempo di attesa è infinito: 12 mesi per il cambio di residenza di una minore, 8 mesi per una risposta online, procedure ai Caf smarrite. La denuncia di un’addetta agli sportelli. (La Stampa, 2 marzo 2023)
Paolo Damilano: «È un anno e mezzo che tutti i giorni denunciamo la situazione delle anagrafi. Una situazione indegna della quarta città italiana, che crea disagio ai torinesi che si vedono privati di un servizio che dovrebbe essere essenziale, ma anche a chi opera agli sportelli e deve vivere la frustrazione di non poter dare risposte. Risposte che deve dare la politica e che oggi non sono più rimandabili.»
29 settembre 2022 – Paolo Damilano: «Basta promesse: le anagrafi sono un servizio essenziale e devono funzionare»
In campagna elettorale tutti noi candidati prendemmo l’impegno davanti ai torinesi di risolvere l’indecorosa situazione delle anagrafi nella nostra Città.
Oggi, a quasi un anno dal voto, i disagi non sono affatto diminuiti e riceviamo quotidianamente segnalazioni di difficoltà anche solo a rinnovare un documento d’identità, con tempi di attesa che possono arrivare anche a toccare i sei mesi.
Tutto ciò non è degno della quarta città italiana. Si prenda esempio da altre realtà, si chiamino consulenti, insomma: si faccia tutto il necessario per restituire ai cittadini torinesi un servizio essenziale che deve funzionare senza se e senza ma.
22 settembre 2022 – A quasi un anno dalla fine della campagna elettorale e dall’insediamento della nuova amministrazione, la situazione anagrafi a Torino rimane del tutto inadeguata alla quarta città italiana.
Ad agosto gli uffici sono rimasti chiusi, prenotare il rinnovo della carta d’identità è sostanzialmente impossibile e se si prova oggi non ci sono posti disponibili anche a distanza di mesi. Ma l’amministrazione continua a ripetere che la situazione delle pratiche arretrate sta migliorando. Peccato che questa ricostruzione non trovi riscontro nelle lamentele di tanti cittadini che ogni giorno tentano di rinnovare un documento, fare un certificato o un cambio di residenza o le pubblicazioni di matrimonio.
Per questo con il nostro vice capogruppo Pierlucio Firrao siamo tornati a chiedere conto in Consiglio comunale dei tempi e delle azioni messe in campo per risolvere davvero i disagi a cui migliaia di torinesi sotto sottoposti, mese dopo mese. I proclami della campagna elettorale sono rimasti tali. C’è ancora molto da fare.
21 gennaio 2022 – L’ennesimo impegno preso con i torinesi non mantenuto
In attesa di sapere che cosa questa nuova amministrazione ci dirà sull’operato dei suoi primi 100 giorni, di una cosa allo stato attuale possiamo essere certi: a Torino riuscire a fare una carta d’identità o ricevere un qualsiasi servizio all’anagrafe è una vera e propria impresa.
Non possiamo accettare che un’intera città resti bloccata in questo modo, con quei pochi servizi che ci sono paralizzati e non in grado di soddisfare le esigenze dei torinesi. Molti sono costretti a presentarsi alle 4 del mattino davanti alle anagrafi e subire ore e ore di coda al gelo (spesso senza riuscire ad essere serviti).
Intendiamoci, il fatto che sia un problema che ci portiamo dietro da anni, aggravatosi amministrazione dopo amministrazione, non può essere un alibi valido. Per nessuno. Tanto più per chi in campagna elettorale ha promesso un Piano Anagrafi urgente e la riapertura delle sedi in periferia «nei primi 100 giorni».
L’ennesimo impegno preso con i torinesi non mantenuto.