Paolo Damilano: «Ma davvero è questo il messaggio che le istituzioni cittadine vogliono dare ai tanti torinesi onesti e per bene che ogni giorno fanno mille sacrifici per rispettare tutte le regole? Non vogliamo crederci. Chiediamo al Sindaco di interrompere ogni iniziativa e aprire un confronto con la città, con le forze politiche e civiche e con le diverse rappresentanze sociali: il primo compito delle istituzioni è quello di dare l’esempio».
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«La Città ha avviato le attività propedeutiche per la ricognizione dell’immobile, abbiamo affidato un incarico di ingegneria a uno studio esterno, è una perizia dirimente per definire le parti dello stabile in cui potrà partire la coprogettazione». Il sindaco Stefano Lo Russo annuncia l’ingresso nella fase operativa che, seguendo il regolamento dei beni comuni, dovrà portare alla regolarizzazione del palazzo in corso Regina Margherita 47, da quasi trent’anni occupato dal centro sociale Askatasuna. Un percorso per cui, sottolinea Lo Russo, «è imprescindibile il completo rilascio dell’immobile alla Città». I professionisti torinesi scelti sono quelli dello Studio Ingegneri Associato CMC, un team di specialisti strutturisti.
I tempi del rilascio dell’immobile non si conoscono, ma ieri è stato il momento del dibattito in Sala Rossa con le barricate alzate dal centrodestra. L’intenzione del primo cittadino è di accelerare le verifiche, per capire con precisione quali interventi sono necessari nell’edificio, per rimetterlo in sicurezza. «Dobbiamo accettare che nella nostra città ci siano spazi di libero e democratico dissenso, purché tutto avvenga nella legalità» è la bussola che guida il sindaco.
Ad aprire la strada per disegnare la nuova vita dello stabile occupato è stata la proposta di collaborazione di un gruppo informale di cittadini, per la gestione condivisa come bene comune del piano terra e del giardino. A porre le basi dell’iniziativa sono stati i sopralluoghi di Asl, Spresal e vigili del fuoco sulla non conformità dei locali. La strada intrapresa dalla Città, nei giorni scorsi, ha sollevato le perplessità del ministro Piantedosi. Lo Russo puntualizza: «Abbiamo informato di tutti i passaggi il prefetto, il questore e la Procura della Repubblica come ci impone il dovere istituzionale – spiega il sindaco – Il 16 gennaio c’è stata l’ultima riunione in cui abbiamo rappresentato a tutti i soggetti le nostre intenzioni, 14 giorni prima di adottare la delibera». E aggiunge: «Siamo disposti a fornire ogni chiarimento al Governo». E le critiche? «Sono incomprensibili.
L’obiettivo era che la Città tornasse in possesso dell’immobile e tutto il quadro politico dovrebbe applaudire al progetto Askatasuna». Parte l’iter di coprogettazione, quindi. Che però secondo Lo Russo può interrompersi qualora l’immobile non rimanga nella piena disponibilità della Città o nel caso si verifichino illeciti. Un percorso che, nelle intenzioni dichiarate dalla giunta, sarà pubblicizzato il più possibile per favorire l’adesione al tavolo di chiunque sia interessato alla cogestione. L’invito del sindaco è di tenere distinto il progetto del Comune dalle attività della Procura per perseguire i responsabili di violenze fra gli occupanti di Askatasuna. Anzi esprime «vicinanza al presidente Cirio che da 4 anni gira sotto scorta». A difendere la scelta della giunta è la capogruppo Pd Nadia Conticelli: «Serve una relazione tecnica che viene fatta solo quando si entra nell’edificio vuoto ed è ciò che succederà, fare un bando avrebbe tagliato fuori tutte le associazioni più piccole del territorio». Per Alice Ravinale (Sinistra Ecologista) «i centri sociali pongono già in essere attività sociali e culturali aperte al quartiere, il progetto consentirà di proseguire e ampliare questo tipo di iniziative in un quadro di sicurezza».
L’altra faccia della stessa medaglia è la polemica politica, che vede in prima linea tutto il centrodestra in Consiglio. Sulle barricate il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Crosetto: «È gravissimo che chi viola la legge faccia dei patti con il Comune, stiamo prendendo in giro tutti i torinesi – dice – Gli occupanti sono previsti in questo percorso, almeno lo si dica palesemente». Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Sala Rossa e assessore regionale alla Sicurezza della giunta Cirio, commenta: «Se gli occupanti non se ne vanno, dovrà esserci un intervento diverso e il sindaco troverà tutta la collaborazione istituzionale per buttare fuori la gente da quel palazzo – dice – Chiedo che siano interdetti dalla partecipazione al percorso tutti quei delinquenti che, ogni giorno, lanciano sassi e sputi a donne e uomini in divisa». Secondo Paolo Damilano, capogruppo di Torino Bellissima, «l’operazione a livello di comunicazione è stata gestita molto male, a nessuno fa piacere che le forze di polizia minaccino un’azione legale verso il sindaco e la città». Andrea Russi (M5S) ha ricordato come Lo Russo, quando la città era governata dai Cinquestelle, si scagliò contro il regolamento dei beni comuni da lui accusato di favorire le occupazioni.
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